martedì 23 febbraio 2016

Recensione: Alessia Coppola - Vincolo di sangue (Once Upon a Steam #4)

Alessia Coppola - Vincoli di sangue (Once Upon a Steam #4)




Trama

Una mantella rossa si aggira per gli oscuri meandri della Foresta di Steamwood. Rossa come il sangue versato in una battaglia tra il Clan dei Lupi e i Cacciatori. Cappuccetto Rosso è cresciuta ed è divenuta una combattente, erede di una stirpe di cacciatori e portatrice di un segreto. 
Tra lotte, inganni, sortilegi, scelte difficili e infine amore, Beatrix compirà il suo destino e quello dei lupi, designando una nuova era. 


ONCE UPON A STEAM

Steamwood non è un regno da favola. È immerso nel vapore e le sue esalazioni nascondono le stelle, lasciando intravedere nel cielo soltanto una cupa vastità illuminata da due lune gemelle. In un’ambientazione a tratti vittoriana e a tratti steampunk, si muovono i protagonisti delle novelle della serie, incontrandosi – e scontrandosi – sullo sfondo di un universo in bilico tra l’incanto e una minacciosa profezia circa l’arrivo della Stagione dell’Insomnia. Il Narratante, una figura misteriosa senza volto né voce, farà da collante alle varie storie, manifestandosi in modi sorprendenti. Ogni racconto è la rivisitazione di una fiaba classica, ben conosciuta dai lettori, ma che si rivelerà ai loro occhi con nuove sfumature.



Recensione:
Grazie Dunwich Edizioni, adoro i racconti di Once Upon a Steam e questo non poteva mancare nella mia libreria.
Questa è la prima volta che leggo qualcosa scritto da Alessia Coppola, anche se ho due suoi romanzi in attesa di lettura, ma ho sempre avuto la sensazione che fosse davvero brava. E lo ha dimostrato! Leggendo questa rivisitazione della classica favola di Cappuccetto rosso, mi sono innamorato dello stile di scrittura. L’autrice è riuscita a creare una favola nuova pur lasciando tutto il classico del originale.

«Hai già reciso altri legami, Dresna. Hai iniziato tu la caccia contro il suo Clan e ora vuoi permettere che resti qui, con noi? Ci hai insegnato tu a non avere pietà e ora tu ne hai per…» Il Guaritore serrò le nocche e digrignò la mascella.

Il romanzo inizia subito con un’aria di mistero. Chi è Dresna? Dresna è il capo del Clan dei cacciatori, opposti al Clan dei lupi ed in eterna lotta fra loro. Ma non aspettatevi di indovinare subito chi è Dresda perché non è subito facile. 

Il lupo si dimenava, contorcendosi per quanto gli fosse possibile. Le lunghe zanne bianchissime spuntavano dal labbro arricciato dal laccio e dalla smorfia di rabbia e dolore. Gli occhi dorati erano fiaccole accese nella notte. Le orecchie a punta e tirate all’indietro lasciavano immaginare che avesse paura. Altro segnale che lo denotava era la coda, bassa e ripiegata tra le zampe i cui artigli affondavano sulla terra argillosa. Il manto fulvo brillava sotto le lune che sembravano quasi lisciarlo.

Cappuccetto è bravissima a seguire le tracce dei lupi contro i quali combattono ogni sera. Ad accompagnarla sarà Minerva, un piccolo gufetto di metallo, che io adoro.

«Minerva è la tua guida, la tua bussola, il tuo localizzatore, il tuo occhio su qualsiasi posto vorrai raggiungere. Lei vedrà per te e localizzerà i pericoli da cui stare lontana, così come le tue prede. Nella sua testa c’è tutta la mappa di Steamwood e le sue penne…»



Le descrizioni di questo racconto sono pura poesia fantasy. 

L’ingresso era celato da arbusti, rampicanti ed edera. I tetri cancelli di ferro sbarravano l’entrata con una serratura a forma di cuore nero.
Un sibilo sinistro filtrava dalle inferriate e sbuffi di cenere e fumo si gonfiavano all’ingresso per annebbiare la vista. Un ragno era sbucato dalla serratura, tessendo una tela nera che sembrava liquida e lo era. Era di inchiostro. Ogni filamento colava sul tappeto di foglie, disegnando lettere che a poco a poco componevano frasi.
Arius aveva inclinato la testa e aveva iniziato a leggere: «Benvenuti nella dimora del Narratante.»

Tra amori, segreti, lotte cruente,  Cappuccetto dovrà lottare per raggiungere la sua vera libertà. 

«È stato il Narratante. Gli avevo chiesto di farmi dimenticare la donna che amavo e in cambio ha voluto il mio cuore.»
«E lo ha fatto? Vi ha fatto dimenticare?»
Lui scosse la testa. «Non avevo capito che i ricordi risiedessero nella mente, non nel cuore. L’amore che serbavo per lei però è lì dentro.» Indicò un punto nel vuoto. «Ho solo la memoria di averla amata. Ma non ricordo come mi sia sentito a farlo. Forse ci è riuscito, perché non ricordo cosa sia l’amore.»


Di sicuro leggendo questo racconto, ho ancora più voglia di scoprire gli altri libri di Alessia Coppola.

Giudizio: 5 su 5

2 commenti: