giovedì 18 febbraio 2016

Recensione: Anthony Ryan - Il signore della Torre (Fanucci)

Trama

Dopo anni di prigionia nell’Impero Alpirano, Vaelin Al Sorna è tornato nel Regno. Non è più il guerriero al servizio della Fede che era un tempo: ha deciso di abbandonare l’Ordine cui apparteneva e ora la sua spada è avvolta in un fagotto di tela, per non essere più usata.
Ma anche il Regno è cambiato: sul trono che fu del cospiratore e guerrafondaio Janus, ora siede suo figlio Malcius, intenzionato a costruire palazzi, strade e ponti, e anche più tollerante verso i diversi orientamenti religiosi; nel frattempo sua sorella, la principessa Lyrna, sta andando a stipulare una pace con i selvaggi Lonak.
Il re nomina Vaelin Signore della Torre delle Lande Settentrionali e lo invia a nord per governare quelle terre. Ma nel frattempo una nuova minaccia sta sorgendo, un’invasione pianificata da lungo tempo da una forza al di là dell’oceano, intenzionata a spazzar via il Regno. E per fronteggiarla, Vaelin, guidato dal canto del sangue, il dono magico che gli scorre nelle vene, sarà costretto dopo molto tempo a rimettere mano alla spada. 

Dopo il Canto del sangue, Anthony Ryan conferma il suo grande talento narrativo con il secondo capitolo del ciclo L’Ombra del Corvo.


Recensione:
Grazie alla Fanucci ho potuto leggere il secondo capitolo di questa fantastica trilogia. E appena finisco di recensirlo,  mi tufferò subito nel terzo libro, La regina di fuoco, conclusivo della saga. Ma andiamo per gradi.

Avevamo lasciato Al Sorna al suo destino, prigioniero dell’impero Alpriano. Dopo essere tornato libero e aver rinunciato alla Fede e aver riposto la spada in un fagotto che porta sempre con sé,  egli si appresta a tornare nel Regno. Ma lui non è ancora libero, anzi tutto il Regno è in grave pericolo.

Abbiamo smesso di tentare di prendere Al Sorna; ora è solo la sua morte che cerchiamo. Lui è lì, in ogni predizione, in ogni visione che estorciamo ai veggenti. Un ostacolo incessante, che salva quelli che vogliamo morti e uccide quelli che vogliamo vivi.


Molti dei personaggi che conosciamo del primo libro li troveremo cambiati, addirittura alcuni con vite diverse. Ma ci saranno anche nuovi personaggi a entrare nella scena. Rispetto al primo romanzo, in questo il Buio è molto più presente. 

Sapeva che avrebbe brillato molto luminosa quel giorno e il suono che emetteva mentre tagliava l’aria sarebbe stato un altro canto di sangue, uno che lui cantava così bene. Era rimasta inguainata e legata fin dal giorno in cui aveva affrontato lo Scudo delle Isole.

Il Regno sembra andare in rovina e nuovi nemici faranno la loro comparsa: nemici crudeli e avidi, senza scrupoli.

Questi Volariani non vengono solo per conquistare, ma per schiavi e sangue. Non si può trattare con loro.»



L’esercito che dovranno affrontare è numerosissimo. Riusciranno a mantenere ancora il Regno sotto il loro controllo? 
Anche qui non mancheranno tradimenti e attacchi alla Fede, ma l’autore ci riserva tantissime sorprese.

Il canto del sangue si gonfiò di benvenuto quando afferrò il fodero soppesando l’arma, così confortevole nella sua mano. Si accorse che le loro voci si erano fermate quando si mise a tracolla la spada, con il fodero poggiato contro la schiena con un peso familiare.



Questo romanzo è costruito da lacrime sui visi impolverati e dallo scontro dei sentimenti che si provano leggendolo, e stridono come lame. Un mix di adrenalina, onore, combattimenti all’ultimo sangue.

Giudizio: 5 su 5

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