lunedì 7 marzo 2016

Uscite aprile (Fazi Editore)

Elizabeth Jane Howard
IL TEMPO DELL’ATTESA
La saga dei Cazalet

Collana Le Strade / pp. 500 ca. / euro 18.50

Dopo il successo de Gli anni della leggerezza, arriva finalmente sugli scaffali il seguito dell'appassionante saga della famiglia Cazalet.
Il libro È il settembre del 1939, le calde giornate scandite da 
scorribande e lauti pasti in famiglia sono finite e l’ombra della guerra è sopraggiunta a addensare nubi sulle vite dei Cazalet. A Home Place, le finestre sono oscurate e il cibo inizia a scarseggiare, mentre una nuova generazione prende le fila del racconto. Louise realizza il sogno della recitazione e nel frattempo incontra colui che diventerà suo marito, Polly non fa che pensare a se stessa, e Clary si guadagna tutta la nostra comprensione quando rifiuta di credere alla morte dell’amato padre e attende il suo ritorno. Mentre le ragazze aspettano di poter proseguire le proprie vite per diventare finalmente adulte, 
l’intera famiglia Cazalet è in attesa, in quegli anni difficili dell’inizio della guerra, in cui nessuno sa quando la vita tornerà quella di prima.

Su Gli anni della leggerezza stato scritto: 
«Un formidabile ritratto di famiglia, con i colori vivaci e oscuri degli amori, delle rinunce, dei tradimenti, dei piaceri e delle delusioni dei Cazalet». Paolo Bertinetti, Tuttolibri – La Stampa

«Un romanzo affascinante che cattura il lettore». Elisabetta Rasy, Domenica – Il Sole 24 Ore

«Una lettura appassionante sia della Storia che delle storie». Irene Bignardi, la Repubblica

«Una parabola sulla dolorosa perdita dell’innocenza e sul disinganno che ricorda I Buddenbrook di Thomas Mann e molte opere di Virginia Woolf». Roberto Bertinetti, Il Messaggero

«Un volume di straordinaria piacevolezza. Mette voglia di divorare al più presto anche gli altri quattro capitoli». Mario Fortunato, l’Espresso

Elizabeth Jane Howard (Londra, 1923 – Bungay, 2014). Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite dal padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della 
seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo, con un milione di copie vendute. Fazi Editore ha pubblicato il romanzo Il lungo 
sguardo nel 2014 e il primo capitolo della saga, Gli anni della leggerezza, nel 2015. 
Di prossima pubblicazione i successivi tre capitoli della serie.




Charlotte Brontë
IL PROFESSORE

Traduzione di Maria Stella / collana Le Strade / pp. 300 ca. / euro 18

«La parte centrale e quella finale de Il professore sono il punto più alto della mia scrittura. A mio parere in esse vi sono più essenza, più sostanza e più realtà che in buona parte di Jane Eyre». Charlotte Brontë
Il libro Il Professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Brontë. Inizialmente rifiutato dagli editori perché giudicato troppo realistico, fu pubblicato solo due anni dopo la sua morte. Come Villette, Il professore è basato sull’esperienza personale dell’autrice, che nel 1842 studiava il francese a Bruxelles. Raccontato dal punto di vista di William Crimsworth, l’unico narratore uomo da lei utilizzato, il libro formula un’estetica nuova, che mette in discussione molti dei presupposti su cui era basata la società vittoriana. Il protagonista fugge da un lavoro pesante nella zona industriale dello Yorkshire per trovare lavoro come insegnante in Belgio, dove si innamora si una studentessa indigente, la quale è forse l’eroina femminista più realistica dell’autrice. Lettura trascinante, Il professore costituisce oggi un precursore degli ultimi lavori della Brontë.

«Ad ogni rigo si sente un vergine rigore che è già più di una promessa».
Tomasi di Lampedusa

«Leggiamo Charlotte Brontë non per la squisita osservazione del personaggio, non per la commedia, non per una visione filosofica della vita, ma per la poesia. Probabilmente accade con tutti gli scrittori che, come lei, hanno una personalità travolgente… loro devono solo aprire la porta per farsi sentire. In loro c’è una ferocia indomita perennemente in guerra con l’ordine accettato delle cose». 
Virginia Woolf

Charlotte Brontë (1816-1855) È una delle maggiori personalità della letteratura inglese dell’Ottocento. Sorella delle scrittrici Anne ed Emily Brontë, compì studi irregolari e si dedicò quindi all’insegnamento. I suoi romanzi, dal celebre Jane Eyre al più tardo Villette, ottennero un clamoroso successo che dura tuttora. Nel 2013 Fazi Editore ha riproposto Villette e nel 2015 ha pubblicato Shirley.



Lyndall Gordon
CHARLOTTE BRONTË
Una vita appassionata

Traduzione di Nicola Vincenzoni / collana Le Vite / pp. 500 ca. / euro 18

In occasione del bicentenario della nascita di Charlotte Brontë, pubblichiamo la biografia di una delle più grandi scrittrici di tutti i tempi.
Opera vincitrice del Cheltenham Prize for Literature. Il libro In questa biografia Lyndall Gordon introduce una prospettiva nuova, sostenendo che, dietro la facciata di donna vittoriana ligia al dovere, la Brontë (1816 - 1855) nascondesse una natura passionale. Attingendo alla sua corrispondenza personale e analizzando le opere di natura autobiografica (Shirley, Villette) Gordon delinea il ritratto di una scrittrice talentuosa con un umorismo pungente, in collera con i limiti imposti alle donne dalla società, e al tempo stesso il ritratto di una donna che, dopo due passioni non corrisposte, intraprende un breve ma felice matrimonio. Scritti precedenti che la descrivono come una figura tragica e solitaria, afferma Gordon, erano distorti dalla morale vigente all’epoca e dal lutto di Charlotte per le due sorelle e il fratello.

«Una magnifica biografia, focalizzata sui vuoti e i silenzi nella turbolenta vita emotiva di Charlotte Brontë. Questo è il miglior libro di Lyndall Gordon e la migliore opera sulla Brontë ad oggi». The Observer

«Lyndall Gordon approccia l’argomento con l’immaginazione del vero critico». The Times

«Un libro pieno di suggestioni brillanti, che catturano la nostra attenzione dalla prima all’ultima pagina». Independent on Sunday

Lyndall Gordon nata nel 1941 a Città del Capo, è autrice di importanti biografie letterarie amate da pubblico e critica, come quelle di Virginia Woolf (Virginia Woolf: A Writer’s Life) ed Emily Dickinson (Emily Dickinson: Come un fucile carico, pubblicata da Fazi nel 2012), nonché di un’opera monografica su T.S. Eliot (T.S. Eliot: An Imperfect Life) per la quale ha raccolto materiali in vent’anni di ricerca. Gordon ha studiato Storia e Letteratura Inglese nella sua città natale e Letteratura Americana del xix secolo alla Columbia University di New York. Oggi insegna Letteratura Inglese a Oxford.





Karim Miské
APPARTENERSI

Fuori collana / pp. 112 ca. / euro 12

Dall’autore di Arab Jazz, caso letterario internazionale, un memoir sul tema dell’identità che è insieme saggio, racconto, testimonianza e radiografia della complessità del mondo. 
Un libro di stringente attualità: l’identità secondo un cittadino di Parigi nato in Costa d’Avorio da padre mauritano musulmano e madre francese atea. 
L’autore sarà ospite del Salone del Libro di Torino.Il libro All’inizio, c’era la vergogna. Poi un giorno, la verità! Un uppercut, ecco come possiamo definire Karim Miské. Nato da padre mauritano, diplomatico e musulmano, e da madre francese, assistente sociale, professoressa, atea e femminista, Karim Miské è considerato bizzarro agli occhi degli altri. Rimbalzato senza tregua tra un’identità e un’altra, in questo viaggio-inchiesta nella sua vita l’autore proverà ad appartenere a entrambe, ma alla fine finirà per non accettarne nessuna. Il suo specchio e gli altri gli riveleranno sempre l’immagine di un bastardo, un emarginato dalla società. 
Documentari, scenari, libri, tutti i suoi lavori girano sempre intorno al tema dell’appartenenza e dell’identità. Perduto tra mondi diversi, arabo, bianco, cristiano, ateo, musulmano, nero, comunista; tra svariati paesi, la Francia, la Mauritania, l’Albania della madre, Karim Miské si è trovato un rifugio, si è costruito una nave che lo aiuta ad attraversare la sua vita: la letteratura. Le parole degli altri per scappare da quelle di quelli che gli stanno vicino. 
Appartenersi rifiuta completamente la relegazione in qualunque categoria. È insieme saggio, racconto, testimonianza, autobiografia, radiografia della complessità del mondo, ma anche l’espressione di una collera salvatrice e piena di umorismo. Racconto di un percorso atipico, di una ferita ancora viva, di ricordi d’infanzia, Appartenersi racconta una storia universale, nutrita dalle letture della Arendt, di Sartre, Balzac, Orwell, dalla musica di Johnny Rotten, 
Patti Smith, Janis Joplin, Jimi Hendrix. Da tutti coloro che hanno raccontato uno spaccato di realtà, dissimulata e murata nell'ipocrisia e nella menzogna di tutte le società. 
Coinvolgente, comica, generosa, provocatrice, politica, sociologica, filosofica, questo viaggio-inchiesta esplosivo è uno specchio offerto al lettore che potrà riconoscersi in quello a cui 
rifiuta di appartenere. 

L’autore Karim Miské è nato nel 1964 ad Abidjan da padre mauritano e madre francese. 
Cresciuto a Parigi, si è trasferito a Dakar per gli studi di Giornalismo. Da più di vent’anni è regista di documentari i cui argomenti spaziano dai rapporti tra le religioni alla sordità, alla bioetica e che sono stati trasmessi su Arte, France 2 e Canal+. Arab Jazz (Fazi Editore) è il suo primo romanzo, con cui ha vinto il prestigioso “Grand prix de littérature policière”.





Andrea Caterini
LA PREGHIERA DELLA LETTERATURA
Sulla misericordia, il bene e la fede

Collana Campo dei Fiori / pp. 100 ca. / euro 15

Come ha interpretato la letteratura le parole della cristianità? Come sono stati letti i Testi Sacri dagli scrittori? Cosa esprimono ancora parole come Pace, Sacrificio, Misericordia, Bene, Fede? E che cosa ci dicono del nostro tempo? Sono parole che possono ancora aiutarci a vivere? Per dare senso a queste parole, è necessario viverle in prima persona –questo insegnano la letteratura e i Testi Sacri –, e prima ancora tornare a pensarle come fondanti. Ripensarle quindi in termini filosofici. 
Nell’anno in cui papa Francesco annuncia il Giubileo straordinario nel nome della misericordia, l’autore di questo illuminante saggio propone una riflessione su alcuni termini chiave della cristianità. 
Scandisce cioè il suo discorso a partire da alcune parole: Pace, Sacrificio, Misericordia, Bene, Santità e Fede. Ogni parola è analizzata attraverso la lettura e l’analisi di uno o più scrittori: da Virgilio a Dostoevskij, da Anna Achmatova ad Anton Čechov, da Mario Pomilio a Carlo Betocchi. 
La preghiera della letteratura non è tuttavia un libro di critica letteraria, anche se attraverso la letteratura costruisce i suoi ragionamenti filosofici, con la convinzione che proprio la letteratura sia ancora uno strumento privilegiato di conoscenza. In questo senso il saggio di apertura, «In principio, una preghiera», che si interroga anche sull’antico significato del Giubileo, a partire dall’Antico Testamento, riflette su quanto la letteratura sia essa stessa una particolare forma di preghiera e di come poesia e testi sacri abbiano da sempre dialogato tra loro. La preghiera della letteratura si propone di essere quindi un libro di pensiero, in un momento storico in cui nessuno è davvero immune dalla vacuità e dalle chiacchiere. Pregare significa pure concentrare tutta la nostra attenzione sul significato delle parole che si pronunciano. L’autore ragiona dunque su alcune di queste, provando a farle diventare un’esperienza (una ragione) di vita. 

Andrea Caterini (Roma, 1981) è scrittore e critico letterario. Tra le sue pubblicazioni i romanzi La guardia (Italic Pequod, 2010) e Giordano (Fazi, 2014, Premio Volponi 2015) e i libri saggistici Il principe è morto cantando (2011) e Patna. Letture dalla nave del dubbio (2013). Ha curato opere di autori italiani come Enzo Siciliano e Franco Cordelli. Collabora alle pagine culturali de «Il Giornale».




Mary Elizabeth Braddon
IL SEGRETO DI LADY AUDLEY

Traduzione di Chiara Vatteroni / collana Le Strade / pp. 500 ca. / euro 19

«Elizabeth Braddon ha regalato qualcosa di meraviglioso al mondo letterario».
Henry James

Uscito a puntate tra il 1861 e il 1862 sulle pagine delle riviste letterarie del tempo, il capolavoro della Braddon riscosse uno straordinario successo di pubblico e di critica, che consacrò l’autrice come nuova stella del sensation novel e rivale di Wilkie Collins, al cui talento nel tenere avvinto il lettore univa una sensibilità tutta femminile e una coscienza sociale attraverso cui sono filtrate le vicende da lei narrate.
Il libro Sir Michael Audley, vedovo da anni, sposa la giovane e bellissima Lucy Graham, una istitutrice dall’oscuro passato i cui capricci scatenano la gelosia di Alicia, la figlia poco più che adolescente di primo letto. Un giorno, però, Robert Audley, lo sfaccendato nipote, avvocato a tempo perso, conduce con sé in visita George Talboys, un caro amico appena tornato dall’Australia e prostrato da una recente vedovanza, che d’un tratto scompare misteriosamente. Facendo i conti con le menzogne, l’inganno, e anche un tentativo di ucciderlo, sarà proprio Robert, le cui doti di tenacia e intelligenza erano state finora celate da un carattere indolente, a intraprendere un’indagine dai risvolti inattesi che condurrà allo scioccante e imprevedibile colpo di scena finale. La struttura del racconto, fondata sul meccanismo dell’indagine a ritroso, rende Il segreto di Lady Audley uno di quegli ingranaggi a orologeria perfetti, in cui sparizioni, delitti, identità multiple e altri ingredienti tradizionali del genere sono dosati con una maestria artigianale che non concede tregua alla tensione narrativa.

«Braddon è maestra nella sensation fiction: sa quando rallentare e quando far deflagrare i meccanismi nascosti della trama, calibra l’assolo e il concertato, esterni e interni, maschile e femminile, originalità e consuetudini, con quel tanto di salottiero che salva da slittamenti moralistici e con quel tanto di umorale che evade dalla pesante correttezza di ragionamenti inconfutabili». Sandra Petrignani

Mary Elizabeth Braddon nacque a Londra nel 1837. Iniziò a scrivere per provvedere alla madre e alla sorella dopo l’abbandono da parte del padre. Autrice infaticabile, divise la sua vita con John Maxwell, che fu il suo editore e col quale visse a lungo more uxorio. Quando morì, nel 1915, aveva pubblicato oltre ottanta tra romanzi e racconti a partire da Three Times Dead, il suo esordio narrativo. Figura di spicco nel mercato letterario del tempo, la Braddon fu anche autrice teatrale e curò vari adattamenti da Dumas e Flaubert.

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