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lunedì 11 aprile 2016

John Gwynne - Malice. La guerra degli dei (Recensione)

John Gwynne - Malice. La guerra degli dei


Trama:
Soltanto perdendo coloro che ama, Corban imparerà il vero prezzo del coraggio. 
Le Terre d’Esilio hanno un passato violento, in cui eserciti di uomini e di giganti si scontravano in battaglia, scurendo la terra con il sangue nero dei loro cuori. Anche se i clan dei giganti sono stati spazzati via in ere ormai remote, le loro fortezze in rovina continuano a segnare come cicatrici la terra degli uomini. E ora i giganti riprendono a mostrarsi, le pietre piangono sangue e cominciano a spargersi voci di avvistamenti di wyrm giganti. Coloro che sono ancora in grado di leggere i segni vi vedono l’annuncio di una minaccia ben più grande delle antiche guerre. L’Alto Re Aquilus convoca un concilio con i re degli altri stati, per sancire un’alleanza contro i tempi oscuri che si profilano all’orizzonte. Alcuni di loro si mostrano scettici: combattono già le loro schermaglie di frontiera contro pirati e giganti. Ma la profezia indica che l’oscurità e la luce esigono due campioni, il Sole Nero e la Stella Lucente. E farebbero bene a cercare entrambi, perché se il Sole Nero dovesse guadagnare potere, le speranze e i sogni dell’intera umanità cadrebbero in rovina.


Recensione:
Grazie mille Fanucci editore per l’ennesimo libro epic fantasy che mi avete permesso di recensire. Avviso già che non vedo l’ora di leggere i seguiti. Penso che Gwyne sia più cattivo di George R.R.Martin per quanto riguarda le emozioni che ci regala. Sinceramente questo è un romanzo sconsigliato ai deboli di cuore, a coloro che si affezionano ai personaggi.
L’epicità del romanzo si nota fin dalle prime pagine quando veniamo a conoscenza della creazione della Terra secondo gli ideali di una divinità.  Ma come sempre c’è sempre una parte alla quale gli eventi non vanno bene; una parte avida di potere. Vengono stretti, così,  dei patti magici che rompono le barriere del tempo.

Strinse i denti con determinazione, afferrò il pugnale con il palmo umido di sudore e si passò rapidamente la lama sull’altra mano. Chiuse le dita a pugno, fece un passo avanti e mosse la mano verso il vapore.

Ognuno dovrà decidere da che parte schierarsi in una guerra antica fra dei che vedrà contrapporti Elyon e Asroth.

La Guerra degli Dei ha cambiato ogni cosa; gli intrighi di Asroth, l’ira di Elyon hanno portato morte e corruzione in ogni luogo. L’umanità è svanita, annientata o fuggita da questi lidi e siamo rimasti così in pochi ormai. Noi giganti, i Divisi: l’unico clan scisso oltre ogni possibile riconciliazione.
Io, Halvor, Voce del Re, ho vissuto per mille anni. Ora il grande Skald è morto e la sua gente si disperde per il mondo. Non vivrò per altri mille anni. Rimpiango il passato: ricordo e piango.
Sono ancora la Voce, benché non sappia chi mi ascolterà. Ma se non parlassi, se non scrivessi, non rimarrebbe nulla per quelli che seguiranno. Tutto ciò che è successo sarebbe dimenticato. Per questo, dunque, compilerò un resoconto...

I personaggi da seguire non sono pochi e ognuno crescerà durante il proseguimento della storia. Molti si eleveranno a posizioni importanti. 
È da molto che i giganti si combattono fra loro, ma ora hanno cambiato bersaglio. Le poche tribù invadono i regni degli umani, preparandosi a una guerra senza eguali. Molti parlano di una profezia predetta da un gigante. Sarà vera?

«Sapevi che le pietre dei giganti stanno sanguinando?» Sorrise; sembrava eccitato. «Viviamo in tempi eccezionali, Veradis. Tempi in cui avremo di certo bisogno del tuo rinomato braccio armato, credo. Siamo sull’orlo di qualcosa di nuovo. Per cui, questo è un buon momento per creare una legione. E, come ho detto, sono felice che tu ne faccia parte.»

La leggenda parla di sette tesori con poteri diversi. La magia avvolge il romanzo, creature antiche fanno la loro comparsa. 



All’interno c’era il cadavere di un gigante; le sue mani, riunite sul petto, reggevano uno scrigno.
Evnis lo tirò fuori. Si sentì le dita sudaticce e goffe mentre cercava di aprirlo. Dentro il contenitore c’era un libro rilegato in pelle con le pagine asciutte di pergamena. Lo alzò con rispetto. Sotto il libro c’era una pietra opaca, nera, che però emanava luce. Sembrava quasi pulsare, come un cuore.

Il lettore stesso dovrà scegliere da parte schierarsi. Chi sono i famosi guerrieri di cui parla la profezia? 

«La Guerra degli Dèi è alle porte. Asroth ed Elyon faranno delle Terre dell’Esilio il loro campo di battaglia.»
Silenzio. Granelli di polvere dorata danzavano nei raggi di sole che penetravano attraverso le alte finestre.

È un romanzo eroico in cui nulla viene dato per scontato e ognuno fa la sua parte. Seguiremo la vita di ogni personaggio, la sua crescita personale. 


Su un’ampia pedana era stato sistemato un trono di pietra, e su di esso era seduto il cadavere di un gigante. Indossava una cotta di ferro, costituita da piccole piastre a forma di foglia, cucite una per una al cuoio sottostante. Le misteriose fiamme blu baluginavano sul ferro spento, sull’elmo con il pennacchio di crine e sui parastinchi.
Delle mani ossute impugnavano il lungo manico di un’ascia bipenne, il cui metallo sembrava in qualche modo differente da qualunque altro metallo nella sala. Era scuro e sembrava risucchiare la luce della torcia piuttosto che rifletterla come le altre armi.

Preparatevi per un’avventura descritta in modo sublime in cui la guerra non fa distinzione di buoni o cattivi. Una guerra cruda che espone le debolezze delle persone. Nulla è al sicuro, neanche il trono dei re. Fra tradimenti, all’ordine del giorno, questo romanzo non lascia respirare.

Corban sapeva, oltre ogni possibile dubbio, che da quel momento le cose non sarebbero mai più state le stesse. La sua vita era appena cambiata, irrevocabilmente e per sempre.



Giudizio: 5 su 5

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