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mercoledì 11 maggio 2016

John Gwynne - Valour. L'astro splendente (Recensione)

John Gwynne - Valour.  L'astro splendente

Trama:
Dopo il successo di Malice – La guerra degli dèi, vincitore nel 2012 del premio David Gemmell Morningstar, il secondo volume della saga La fede e l’inganno.

“Tornare alle Terre dell’Esilio è come non averle mai lasciate.” Written With A Sword

“Questi sono i fantasy che amo leggere!” Fantasy Book Critic

“Un romanzo che appassionerà i fan di tutte le età. Questo ciclo è destinato a diventare un classico.” SFX

“Una lettura entusiasmante. John Gwynne ci regala personaggi magistralmente delineati e un mondo fantastico in cui immergersi.” The Independent

“Chi temeva che dopo Malice - La guerra degli dèi la sindrome del ‘secondo libro’ potesse colpire anche John Gwynne può dormire sonni tranquilli. Valour – L’Astro Splendente è un fantasy di primissimo livello.” Fantasybookcritic

L’annosa guerra condotta dal re di Tenebral, Nathair, ha ormai devastato le Terre dell’Esilio. Insieme alla sua perfida e intrigante alleata, la regina Rhin di Cambren, i cui reali obiettivi sono sconosciuti allo stesso sovrano, il conquistatore percorre quelle immense lande con il suo esercito spietato, sterminando chiunque si opponga alla sua crociata e schiacciando sotto il suo giogo le genti sconfitte.
Data per morta, Cywen ha perso la sua famiglia e ha visto la sua patria saccheggiata dai crudeli invasori. Ma non ha scelta: dovrà battersi con tutte le forze per sfuggire ai nemici, per i quali rappresenta una pericolosa minaccia che può intaccare il loro potere. Suo fratello Corban, intanto, vaga esiliato insieme ai compagni alla ricerca dell’unico luogo che possa dare loro rifugio: il Domhain. Ma per raggiungerlo dovranno affrontare le bande di guerrieri di Cambren, i giganti e i wolven delle montagne. Saranno queste le prove che il giovane Corban dovrà superare per diventare colui che tutti credono sia: l’Astro Splendente destinato a liberare le Terre dell’Esilio.

Un mondo crudele, magico e misterioso, in cui solo chi è predestinato potrà avere la meglio. Il secondo volume della saga La fede e l’inganno.



Recensione:
Ringrazio Fanucci Editore per avermi permesso di leggere il sequela di Malice.
Prima di iniziare a parlare della recensione vi dico una cosa: immaginate un romanzo con gli stili di David Gemmell,  Anthony Ryan,  George R.R.Martin.  Questa saga è tutto questo. Non sto a spiegarvi, singolarmente, il perché in quanto finirei per rovinarvi la sorpresa, ma sappiate che questa saga è EPICA.
Il nome della saga è: Fede e Inganno e non può esserci titolo più azzeccato.  Soltanto con la lettura di questo secondo romanzo sono riuscito a colmare i dubbi che avevo. Molte informazioni sulla profezia, finalmente, iniziano a scorgersi.

Due nati dal sangue, da polvere e cenere, due alfieri nella danza delle Scelte,
Oscurità e Luce.
Il Sole Nero la Terra nel sangue bagnerà,
l’Astro Splendente ai Tesori unirsi dovrà.
Dietro l’uno, i Figli del Possente, i giusti Ben-Elim, riuniti sotto il Grande Albero.
Dietro l’altro, gli Empi, terribili Kadoshim che il ponte attraversar vorrebbero,
e il mondo in ginocchio piegare.
Cielo e terra grideranno allarme, annunciando
Guerra di Dolore.
Lacrime di sangue piangeranno le ossa della Terra, e al
colmo del Mezzinverno,
il giorno lucente diverrà notte fonda.

Il romanzo precedente, per me si è concluso con dolore, e anche questo segue le stesse orme. Ma procediamo per gradi.
Nathair continua a mietere vittime nella sua ascesa al potere, insieme a Rhin.  Ma nessuno cede terreno all’altro,  ognuno ha dei segreti che tiene per sé.
In un mondo popolato da giganti, wolven,  wyrm, Corban dovrà farsi largo per fuggire da Dun Carreg verso il Domhain.

Ciò che è importante che tu sappia, Ban, è che sei parte di tutto questo. Parte della Guerra degli Dèi. Ciò che è accaduto a Dun Carreg è soltanto l’inizio. Le Terre dell’Esilio stanno per cadere in preda al caos.»

Combattimenti epici, danze di spade, magia e mistero caratterizzano questo romanzo a dir poco stupendo. I personaggi sono delineati in modo impeccabile per non parlare degli scenari e dell’ambientazione che, a mio parere personale, coinvolge talmente tanto il lettore fino a fargli credere che sono reali. Spiccano l’amicizia,  l’onore,  l’amore, la fiducia e la lotta fra bene e male. Se dovessimo giudicare alcuni personaggi, in base alla morale, faremmo molto fatica. Ogni personaggio ha un suo modo di pensare che si identifica nel lettore.

«Gadrai!» Sorrise, sapendo che i suoi fratelli di spada erano con lui. La gioia della battaglia lo rapì, una sensazione che aveva udito definire come una sorta di follia; per lui però fu come un’estasi feroce, pura, una nuova forza che gli s’infondeva nelle braccia e nelle gambe, mentre le labbra gli si arricciavano in un mezzo ghigno ringhiante. Presto la marea si ritirò, con gli uomini di Jael che morivano o fuggivano di fronte a loro tre: Maquin, Orgull e Tahir.

Mi è capitato, leggendo il precedente capitolo della saga, di provare rabbia nei confronti di alcuni personaggi. Ebbene, Gwynne ha la capacità di far cambiare idea man mano che la storia dei personaggi viene delineata.
Per gli amanti del heroic/epic fantasy, questa saga non può essere esclusa dalla propria libreria.

Giudizio: 5 su 5

3 commenti:

  1. Gli daro' una seconda chance visto che non sono riuscito a finire il primo libro.

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  2. Gli daro' una seconda chance visto che non sono riuscito a finire il primo libro.

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  3. Fidati, merita davvero. Io sono già partito spedito con il terzo e, fino ad ora, nessuna delusione, solo tanti commenti positivi

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