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domenica 31 luglio 2016

Arthur C. Clarke - 2001. Odissea nello spazio (Recensione)

Arthur C. Clarke - 2001.Odissea nello spazio



Trama:
Quando un enigmatico monolite viene trovato sotto la superficie lunare, gli scienziati non immaginano che quell’antico e straordinario manufatto abbia più di tre milioni di anni né che, una volta riportato alla luce, cominciasse a inviare un potente segnale indirizzato verso l’orbita di Saturno. Che cos’è veramente quel monolite? A chi è rivolto quel segnale? Per scoprirlo, la nave spaziale Discovery parte alla volta di Giapeto, satellite di Saturno. I membri dell’equipaggio, scelti tra i migliori cosmonauti, sono assistiti nella loro missione da hal 9000, cervello e sistema nervoso dell’astronave, un computer potentissimo capace di riprodurre i meccanismi della mente e dotato di una propria coscienza. Una macchina perfetta, fin troppo umana, tanto da essere soggetta a nevrosi e impulsi omicidi. Starà ai membri dell’equipaggio far sì che Hal 9000 non li coinvolga nella sua follia digitale: in gioco c’è la possibilità di entrare in contatto con entità sconosciute e insondabili, a cui il monolite appartiene e che potrebbero essere all’origine della civiltà stessa. Uno dei romanzi più significativi del Novecento, che ha delineato luoghi e tempi prima sconosciuti, divenendo la pietra miliare della fantascienza.


Recensione:
Ringrazio Fanucci editore per avermi fatto leggere e recensire questo romanzo, pietra miliare della fantascienza.  La prima constatazione che ho avuto, terminato il libro,  è che mi ha “dissezionato” il cervello. Mi sono soffermato molto a pensare a come un autore, che ha scritto il romanzo nel 1968, abbia potuto prevedere molti aspetti del futuro.Il romanzo inizia dagli albori dell’umanità, precisamente dall’uomo-scimmia. 
In poche pagine ripercorriamo l’evoluzione dell’uomo-scimmia fino al primo uomo. Il ritmo del romanzo cresce quando Guarda La Luna, questo il nome del capo clan degli uomini-scimmia, si avvicina a un oggetto misterioso, una specie di pilastro.

Fu un processo lento e tedioso, ma il monolito di cristallo era paziente. Né esso, né i monoliti identici dispersi in una metà del globo, si aspettavano di riuscire con tutte le decine di gruppi interessati all’esperimento. Cento insuccessi non avrebbero avuto importanza, se un solo successo poteva mutare il destino del mondo.

Ma che cosa collega questo oggetto all’uomo? 

Quando i ghiacci scomparvero, anche gran parte della vita precedente sul pianeta era scomparsa... compresi gli uomini-scimmia. Ma, a differenza di molti altri, essi avevano lasciato discendenti; anziché estinguersi, semplicemente, si erano trasformati. I costruttori di utensili erano stati rinnovati dai loro stessi attrezzi. Poiché, servendosi di clave e di selci, le loro mani avevano finito con l’acquisire una destrezza che non si riscontrava in alcun’altra specie del regno animale, e avevano consentito agli uomini-scimmia di costruire strumenti ancora migliori, i quali, a loro volta, erano riusciti a perfezionare ulteriormente le loro membra e la loro mente. Fu un processo sempre più veloce e cumulativo, e al suo termine venne a trovarsi l’uomo.


Ebbene questo monolite sarà ritrovato anche sulla superficie lunare, scoperto da degli scienziati. Quando questi ultimi si avvicinano all’oggetto, e quando il sole colpisce il monolite scoperto, esso invia una serie di segnali acustici che condurranno a Saturno. 

Floyd provò una sensazione non soltanto di timore reverenziale ma anche di impotenza. Lì, proprio alle soglie della Terra, l’uomo si trovava già a faccia a faccia con un mistero che forse non sarebbe stato mai risolto. Tre milioni d’anni prima, qualcosa era passato da quella parte, aveva lasciato quel simbolo ignoto e forse inconoscibile del proprio scopo, ed era tornato ai pianeti... o alle stelle.

Da qui la navicella spaziale Discovery partirà per un viaggio che mai l’uomo avrebbe potuto immaginare: arrivare su Saturno e cercare di venire a capo del mistero inerente il monolite. Quando però il viaggio sembra proseguire per il verso giusto,  ecco le gli eventi iniziano a ribaltarsi. Hal 9000 è il cervello del astronave che dovrà portare i scienziati su Saturno, ma qualcosa non andrà come dai piani. 
L’unico elemento negativo che ho riscontrato è il fatto che in alcuni momenti, l’autore usa termini un po’ complessi, specifici, da comprendere. 

Giudizio: 4 su 5

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