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martedì 30 agosto 2016

John Skipp, Craig Spector - In fondo al tunnel (Recensioni)

John Skipp,  Craig Spector - In fondo al tunnel 


Trama:
Una serie di omicidi tinge di rosso i tunnel della metropolitana di New York. Crimini efferati, che sfuggono a ogni tentativo di comprensione: nessun movente, nessuna logica, nessuna pista da seguire. I giornali, impegnati a diffondere il terrore nella città con i loro titoli tetri e altisonanti, parlano di un feroce serial killer. La polizia, al lavoro per scongiurare altre morti, non può permettere che la città cada in preda a un isterismo di massa. 
Sono in pochi a conoscere la verità, una storia di terrore e morte scritta con il sangue. Rudy, un artista punk, svanisce nei tunnel della metropolitana, in una notte in cui qualcuno – o qualcosa – lo trascina nelle tenebre. Ora è tornato, ma qualcosa in lui è cambiato. A guidarlo e una rabbia inestinguibile e un desiderio di sangue e vendetta che nessuno sembra in grado di fermare, e che si diffonde come un’epidemia. Chi avrà il coraggio di scendere in quell’oscurità senza ritorno, in quella dimora avvolta dalle tenebre senza fine, dove tutto ciò che è umano sembra non avere più possibilità di esistere?
Un viaggio inquietante e adrenalinico, che attraversa i cunicoli del terrore più oscuro, per rivelare la faccia antica e ancestrale delle nostre paure.


Recensione:
Un enorme grazie a Fanucci editore per l’ennesimo libro che mi ha fatto provare i brividi.  Ci troviamo in una New York,  ai giorni nostri e il romanzo, fin dal prologo, inizia la carica di adrenalina e di ansia per le sorti dei passeggeri che si trovano nella metropolitana. Si tratta di crimini cruenti e macabri da parte di una creatura, di un ombra dagli occhi rossi. 

...e si accorse che il treno non stava rallentando e picchiò forte sui vetri con i pugni, e un muto singhiozzo le gonfiò la gola mentre la stazione restava indietro...
...e in quell’ultimo istante di luce, prima che il buio la ingoiasse di nuovo, vide l’uomo in piedi nello spazio tra le carrozze, che guardava all’interno.
Guardava lei.
E vide la porta aprirsi lentamente.

Si tratta di una creatura antica, di un male che vive da secoli e che, ora, inizia ad avere fame.  Una creatura che gioca con le vite per divertimento, per sottomettere e divorare tutto. Le descrizioni sono adrenaliniche e fanno accelerare i battiti cardiaci. Si tratta di vedere un film mentre si legge il romanzo. 

Non vide mai la nebbia leggera che si insinuava all’interno da sotto la porta.
Non seppe mai cosa lo colpì.

Tutto cambia con la sparizione e, il successivo ritorno, di Rudy un artista di graffiti. 

«Sono... sono cambiato, Stephen.» Rise di nuovo, la risata stridula e lacerante di un pazzo. «In questi ultimi giorni ho visto cose che ti sembrerebbero incredibili... a cui non riusciresti a credere, Stephen... a meno che non te le mostri io stesso.»

Sì tratta di uno dei più bei romanzi horror che abbia letto. Con la giusta dose di suspense,  una storia originale con un finale, abbastanza, prevedibile, ma bello. Sì può facilmente vedere che gli autori del romanzo sono sceneggiatori. 
Riusciranno a fermare questa creatura antica? Ah dimenticavo se leggete questo romanzo avrete paura a entrare in metropolitana. 

Giudizio: 5 su 5

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