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giovedì 25 agosto 2016

Miriam Ciraolo - Robotic heart. Spin-off di Beauty and the Cyborg (Recensioni)

Miriam Ciraolo - Robotic heart. Spin-off di Beauty and the Cyborg



Trama:
Robotic Heart è la prima novella della serie Beauty and the Cyborg. La storia di Alec si snoderà tra passato e presente, ripercorrendo tutta la cronologia del cyborg più misterioso di Elettra. Una nuova voce all'interno del racconto cambierà tutto ciò che credevate di sapere sul protagonista di Beauty and the Cyborg. Può l'amore essere programmato? Una nuova novella Cyberpunk con un pizzico di romanticismo. La lettura del primo volume della serie è fortemente consigliata.


Recensione:
Ringrazio l’autrice per avermi permesso di recensire questa novella della saga di The Beauty And The Cyborg. 

Guardai dentro il camice. La parte del petto che avevo tastato era nuova, di metallo. Dovevo provare paura, dovevo provare tristezza, dovevo provare rabbia o angoscia. Riuscivo a identificare tutte quelle emozioni, ma era come se il mio corpo non riuscisse a provarle.
Piangi Alec, sarà l'ultima cosa che potrai fare quando ti sveglierai.

Inizia così questo capitolo che vede, principalmente,  al centro, il personaggio di Alec. Di quest’ultimo ripercorriamo la storia fra passato e presente e conosciamo le sue paure iniziali man mano che il suo carattere,  ma anche il corpo, cresce. 
Alec è un ragazzo che appartiene, insieme ad un altro fratello e una sorella, alla famiglia che regna su Elettra,  una città avanzata tecnologicamente. Qui la lettura è proibita, ma Alec, nonostante tutto, quando impara a leggere sui libri che suo nonno aveva nascosto, si rifugia sempre nella lettura di nascosto.

La risposta era che la lettura mi faceva ricordare cosa significasse vivere. Mi faceva sentire come se non avessi perso il cuore, perché quelle pagine erano le gocce di un antidoto in grado di farlo battere in modo impercettibile.

Ma Alec non è un ragazzo come tutti gli altri, al di là del fatto che appartiene alla famiglia che guida il regno. Egli non ha più un cuore ed è proprio questo a provocare la sua paura più grande: la paura di non riuscire a provare emozioni.

Ma ciò che provai in quel momento fu la cosa peggiore: sentii un dolore acuto alla gamba destra. Tastai il polpaccio. Percepivo lo scorrere dei cavi, potevo vederli strisciare come serpenti di ferro sottopelle: dal ginocchio fino al piede.

Questo ragazzo ha una sorta di “maledizione” addosso, la quale potrà svanire soltanto se, nel termine di un anno, lui libera cinque città dal dominio dei cyborg. Questo gli permetterà di recuperare l’umanità oppure di divenire cyborg per l’eternità.

Il mio sguardo cadeva spesso sul volto di Bellatrice e non sapevo se fosse per curiosità o per ammirazione. Era come se non volessi lasciarmi sfuggire ogni dettaglio. Il suo volto era di una bellezza selvaggia e naturale. Una bellezza che a Elettra non esisteva più.

Questa rivisitazione de “La Bella e la bestia” mi ha particolarmente emozionato, fin dal precedente capitolo, per la capacità dell’autrice di riuscire a far rivivere una fiaba che ormai tutti conosciamo e che potrebbe risultare noioso. Ma non è così!  È talmente descritta e raccontata bene che sembra una favola nuova. E poi, l’autrice,  dimostra come Alec, pur divenendo cyborg, non ha smesso di provare emozioni anche se non se ne rende conto.

Tu proteggi gli altri da tutto, perfino da te stesso. Sei l'essere umano più umano di tutti.»

Spero di leggere presto il seguito di questa bellissima saga e di scoprire cosa riserverà l’autrice ad Alec e a tutti i personaggi creati dalla penna di Miriam.

Giudizio: 4 su 5

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