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domenica 3 luglio 2016

Laura Lam - 2055. False Hearts (Recensioni)

Laura Lam - 2055. False Hearts



Trama
Cresciute all’interno della rigida comunità di Mana’s Hearth, le sorelle siamesi Taema e Tila sognano una vita al di fuori della foresta di sequoie che le nasconde dal mondo. Il cuore che condividono ha iniziato a dare i primi segni di cedimento e se vogliono sopravvivere non hanno altra scelta che raggiungere l’altro lato della baia, dove le attende una San Francisco sconosciuta, sconvolta dal terremoto del 2055, e dove verranno separate chirurgicamente. Una notte di dieci anni dopo, Tila viene arrestata davanti alla sua casa. È fuori di sé, coperta di sangue. Su di lei pende un’accusa di omicidio, il primo in città da decenni. È sospettata di essere coinvolta nella Ratel, una potente organizzazione criminale, e di aver agito sotto gli effetti dello Zeal, un farmaco che può spingere le menti più violente e deviate a compiere i propri desideri più violenti e terrificanti. Taema sa che se vuole salvare sua sorella e sé stessa non ha altra scelta che immergersi negli anfratti più oscuri della città alla ricerca della di ciò che, indecifrabile e torvo, lega il presente al loro difficile passato, rendendo indissolubili i loro destini.

Un romanzo distopico che unisce un’ambientazione fantascientifica a una trama da thriller, con richiami alle grandi opere che hanno fondato l’immaginario cyberpunk, dai romanzi di Philip K. Dick a Matrix a Strange Days.

Recensione:
Ringrazio di cuore Fanucci per l’ennesimo libro che mi ha fatto leggere e recensire.  Subito dopo aver letto la trama ho capito che questo libro mi sarebbe piaciuto, ma ha superato anche le mie aspettative. È a dir poco stupendo. Da sempre sono affascinato da libri che affrontano i temi presenti nel libro, quali i sogni e la mente umana.  
Passando alla recensione,  il libro inizia con un omicidio. Ci troviamo nel 2055 in un mondo completamente cambiato rispetto a quello che siamo abituati a conoscere.  I personaggi attraverso i quali percorriamo la storia sono Tila e Taema,  due gemelle siamesi che, precedentemente,  erano collegate fisicamente, con un unico cuore, una all’altra. 

Mi irrigidisco. Non è mio questo sangue. «Se non è tuo, allora di chi è?» Il mio respiro si fa più rapido e convulso. Lei avverte la mia paura e mi afferra la maglietta con così tanta forza da strapparla. «Che diavolo è successo, Tila?»

Ad essere accusata di omicidio è Tila. Dall’arresto in poi ci troveremo immersi in una trama ingarbugliata,  da thriller. Il crimine in se è sconvolgente perché in questo mondo ormai esiste solo la pace.

Elaboro l’informazione e d’un tratto mi manca l’aria. Omicidio. Sono anni che a San Francisco un civile non ne commette uno. Non da quando si è costituita Pacifica, dopo la scissione degli Stati Uniti avvenuta quarant’anni fa. Non da quando abbiamo microchip identificativi, impianti e telecamere a ogni angolo.

La condanna che pende sulla testa di Tila è quella di metterla in stato di inattività. 

Mettere la gente in stato di inattività è la risposta di Pacifica alla pena capitale. Invece di essere uccisi, i criminali vengono congelati tramite un processo criogenico. Nei primi anni, dopo la frantumazione degli Stati Uniti, capitava molto più spesso. Adesso le persone condannate allo stato di inattività saranno al massimo una decina all’anno. Si limitano ai casi senza speranza, a quelli che non rispondono positivamente alla terapia con lo Zeal e che non si redimeranno mai più. Presumo che mi ritengano una di quelli.

Il romanzo è caratterizzato da molti elementi futuristici che, penso, ognuno di noi abbia immaginato almeno una volta nella vita. Vi faccio un esempio: collegare la propria testa ad una sedia con cavi che vengono collegati direttamente a noi e poter scaricare e imparare, in pochi secondi,  un intero manuale. Un flusso di dati che potrebbe farci impazzire. In tutto questo viene creato un farmaco, chiamato Zeal,  in grado di permettere alle persone di entrare nei sogni da persone lucide e scatenare tutta la violenza che vogliono. In questo modo, al termine degli effetti di questo farmaco, le persone risultano calme perché hanno sfogato i loro istinti.

Lo Zeal ha la facoltà di rendere concrete le fantasie delle persone, di liberarne le emozioni represse. La gente di solito comincia a usarlo in età adolescenziale e spesso diventa un’abitudine che dura per tutta la vita. Una volta usciti dalle proprie fantasie ed essersi sfogati, ci si sente pervasi da una sensazione soporifera. La rabbia e l’inclinazione istintiva alla violenza vengono placati e, se sorgono di nuovo, si sente il bisogno di un’altra seduta nella sala Zeal.

Ma un’azienda misteriosa, non contenta, vuole potenziare ancora di più questo farmaco con lo scopo di spiare le persone nei sogni e estrapolare, così,  i loro segreti. 

Inizialmente la Sudice aveva concepito lo Zeal con l’idea di creare un gioco di realtà virtuale, dove ognuno potesse rendere concrete le proprie fantasie. Solo per caso, in seguito, ne hanno scoperto i benefici, ossia che se le persone mettono in atto gli istinti più violenti, dopo essersi disconnessi quegli impulsi risultano sedati. La rete neurale viene ripristinata e l’amigdala – il ‘cervello lucertola’ che ci portiamo dietro dalla preistoria, quando siamo usciti strisciando dall’oceano – è sotto controllo. Si scoprì che funzionava sia con i cosiddetti cervelli ‘violenti’ sia con quelli normali. La gente era più calma, più felice. Erano cittadini perfetti. Tutta la rabbia veniva lasciata nelle sale Zeal.

Quali segreti si celano dietro Mana’s Heart, un’isola in cui si dice ci sia una setta? Tila è veramente un assassina? 

Per chi ama i romanzi distopici e i thriller,  con molti elementi fantascientifici, consiglio vivamente di leggere questo libro.

Giudizio: 5 su 5

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