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domenica 21 agosto 2016

Thalia Mars - La scommessa di Zeus


Trama:
Quando Apollo e Zeus si sfidano, decidendo di riaprire i Drakos Paknidia, il primo a farne le spese è Decklan. 

Un inganno degli Dèi gli aveva sottratto la sua myssi, dieci anni prima, e ora lo stesso Dio del Sole si propone di restituirgliela, a patto che vinca quella competizione. 

Decklan sa che rischia di andare incontro alla morte. 

Quello che non sa, è quanto sarà facile perdere. 



Un breve racconto, parte della saga L’Esercito degli Dèi (Contiene spoiler di tutti i romanzi): 

La Chiave di Poseidone #1 

I Figli di Apollo #2 

La Maledizione di Persefone #3 

La Scommessa di Zeus #I Giochi del Drago



Recensione
Ringrazio Thalia Mars per avermi permesso di vivere un’altra delle sue avventure in attesa del terzo romanzo della serie. Si sa per noi lettori quando un libro ci piace, i personaggi tendono a mancare e così è successo anche a me con questa saga.
In questo volume ritroviamo Decklan,  Damian,  Sameera e Sofia, i quali devono fare i conti con una scommessa fra Zeus e Apollo.

Addestrato dal Principe dei guerrieri, aveva provato il suo valore proteggendo tutta la razza dei Lykos e salvandola dall’estinzione. Era l’unico che potesse vincere i Drakos Paknidia; benché avesse quarant’anni, era ancora insuperabile.

 Più precisamente, Decklan e Damian,  saranno attirati a partecipare ai Drakos Paknidia, letteralmente Giochi del Drago, giochi vietati da molto tempo ormai.
Sia Decklan che Damian,  hanno dei validi motivi per partecipare, ma ognuno è all’oscuro della partecipazione dell’altro fino al fatidico giorno.

Alto quasi due metri e spaventoso per la stazza imponente, indossava una t-shirt aderente al torace ampio, jeans e comodi anfibi ai piedi.
Capelli neri come petrolio grezzo, corti e lucenti. Nel viso, bello come solo quello di un semidio sarebbe mai potuto essere, splendevano occhi incredibili: uno verde, come smeraldo, e uno blu, come il mare in tempesta.
Era il Principe dei guerrieri.

Fino a quando non li ho visti uno di fronte all’altro non ci credevo al mio istinto.
Durante questi giochi, il Principe dei Guerrieri e capo del Khrathos, esercito di semidei, e il Karà dei lupi, dovranno affrontare delle prove di cui uscirà soltanto un vincitore.
Tra astuzie, amore e battaglie i due dovranno lottare per la propria compagnia.

«Nella mia vita niente ha mai avuto senso» mormorò, «Ma so che se continui ad amarmi così, sarò capace di vivere anche sott’acqua per te.»

Inoltre Decklan e Damian fanno morire dalle risate in molte scene del romanzo. Pur trattandosi di prove trovano il modo di scherzare e far sorridere il lettore. Questo è uno dei tratti distintivi di Thalia,  la quale è in grado di amalgamare serietà e ironia in un unico momento. Ma non mancheranno neanche creature antiche per gli amanti del fantasy,  ma non posso svelare i quali.

Alto almeno tre metri, aveva un muso lungo, bitorzoluto, con lunghi e spessi baffi bianchi. La sua pelle era nera e squamosa, rilucente ai riflettori. Grandi occhi dall’iride giallo si guardarono intorno: aveva zampe corte e possenti. Le ali gli erano state tagliate, così che non potesse volare.

Che dire?! Grazie Thalia per l’ennesima avventura che ci hai regalato. Non vedo l’ora che esca il seguito de “La maledizione di Persefone”, ovvero “ L’ira di Ade” di cui vi lascio il trailer: 





Giudizio: 5 su 5

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