lunedì 17 aprile 2017

Tim Curran - Nightcrawlers (Recensione)

Tim Curran - Nightcrawlers


Trama:
Duecento anni fa, il villaggio di Clavitt Fields fu raso al suolo. Si sperò che i suoi abitanti fossero periti nel fuoco. Ma non morirono. Andarono sottoterra…
Per generazioni, hanno vissuto e si sono riprodotti nell’oscurità, adattandosi a un’esistenza sotterranea. Ora stanno tornando in superficie e ciò che sono diventati è un orrore al di là di ogni comprensione, un incubo strisciante di malvagità e violenza votato alla distruzione.
La notte è viva… e appartiene a loro.

“Nightcrawlers è unico, oscuro, terrificante. L’atmosfera è oscura dall’inizio e lentamente le tenebre strisciano nella mente del lettore fino a quando questi non immagina di trovarsi nel bel mezzo della follia.” (I Heart Reading

“Questo romanzo dovrebbe garantire l’ingresso di Tim Curran tra i ranghi degli altri scrittori influenzati da Lovecraft come Fritz Leiber, Robert E. Howard e Robert Bloch.” (New York Journal Of Books)

“I capitoli d’apertura sono i più terrificanti che io abbia letto da molto tempo a questa parte.” (Beauty In Ruins)


Recensione:


Grazie Dunwich edizioni per questo bellissimo libro. Leggendo la trama sono stato colpito subito e ho divorato il libro in pochi giorni. È diventato quasi una droga: in ogni momento libero sentivo il suo richiamo. Perché una volta entrato nel mondo di Tim Curran, difficilmente ne esci fuori integro e sano di mente. 
Si tratta di un horror,  autoconclusivo,  che ti ricopre di pelle d’oca. Fin dalle prime pagine, il lettore, si trova immerso in un’atmosfera che crea una cappa di ansia, confusione, paura sotto la pelle che scorre al posto del sangue. 
Il lettore si troverà catapultato nel villaggio di Clavitt Fields, composto da fattorie abbandonate e fatiscenti.  Direi proprio il luogo adatto per una vicenda macabra.

E per tutto il tempo Kenney continuava a pensare e a pensare. A pensare che qualcosa di orribile fosse accaduto in quelle rovine, che qualcosa di orribile stesse ancora accadendo. Quel posto era diventato cattivo, era stato avvelenato fino alle radici. L’essenza stessa del villaggio era diventata rancida e contaminata, il suo sangue ormai nero e tossico come bile. Un uomo poteva far finta di non sentirla, ma era lì. Una presenza fisica abominevole. Consapevole, viva, e mortale.

Kenney si troverà ad affrontare un caso difficile nella sua carriera che lo metterà di fronte a realtà molto crude. Misteriose sparizioni, antiche leggende, sono questi gli ingredienti principali di un romanzo da brivido che ha del macabro e terrificante, ma, che, allo stesso momento è di una bellezza incredibile per le emozioni che ti fa provare.

Dopo aver vissuto un’esperienza del genere come ci si poteva guardare di nuovo allo specchio? Come si poteva avere fede nella realtà? Come si poteva continuare a vivere sapendo che c’era la pazzia in agguato dietro ogni angolo?

Non oso immaginare (già noi lettori siamo abbastanza pazzi), se esistesse una cosa del genere, come reagirei? Di sicuro non riuscirei a mantenere il sangue freddo come il personaggio del romanzo. Penso che perderò i capelli tutti in una volta di fronte a soltanto una scena qualsiasi di quelle descritte nel romanzo.

Hanno raso al suolo Clavitt Fields, distrutto la città e ciò che viveva lì. Ma si sono sbagliati, si sono sbagliati terribilmente. Perché quella gente era poco umana già allora e tutto ciò che hanno ottenuto è stato costringerl a a vivere sottoterra in questo labirinto. E ciò è successo quasi duecento anni fa. Per due secoli hanno vissuto e si sono riprodotti in questa oscurità eterna dove sono diventati ancora meno che umani, una specie a sé stante. E la loro progenie è sopravvissuta fino a oggi, trasformandosi sempre di più da persone a vermi, creature non più adatte agli spazi aperti e alla luce del sole. Escono s oltanto la nott e e anche allora solo per cacciare, scavare, nutrirsi. Gesù santo, cosa devono essere diventati? In cosa si sono evoluti?

Questo autore ha una capacità di visualizzare nella sua mente e, di conseguenza, di “disegnare” quello che vede, tramite le parole, in una maniera incredibile. Solo a ripensare al romanzo e scrivere la recensione, mi fa sentire ancora la pelle d’oca,  come se ci fossero piccoli ragni che usano il mio corpo come autostrada.

Un consiglio: NON È CONISGLIABILE LEGGERLO DI NOTTE.


Giudizio: 5 su 5

Nessun commento:

Posta un commento