mercoledì 13 aprile 2016

Recensione: Silvio Greco - La genesi del Magus (Trame dei sogni)

Silvio Greco – La genesi del Magus


Trama:
Hysteron, dodicesimo secolo della Seconda Epoca. La pace che ha regnato per più di un millennio nelle terre dell'Est si sta lentamente sgretolando. Oltre le Montagne Innevate, gli eserciti dei potenti del Nord si stanno radunando, pronti a invadere, conquistare, uccidere. Nel lontano Ovest, invece, le strane e antiche creature si sono appena risvegliate. E hanno fame.
Attraverso i suoi occhi innocenti, infantili, Kaleb scoprirà il vasto mondo a poco a poco, imbattendosi in sovrani assetati di conquista e creature straordinarie, alcune sagge, altre fameliche. Affronterà i primi, complicati amori della sua vita.
Nella sua fragilità, però, Kaleb scoprirà di non essere un ragazzo qualsiasi, ma un magus: individui in grado di attingere potere da tutto ciò che li circonda per compiere imprese fuori dal comune.
Hysteron è un mondo magnifico ma al tempo stesso ostile, dove la regola più importante per tutti è la sopravvivenza. Un mondo dove il concetto di male assoluto non esiste. Esiste solo la legge del più forte.

La genesi del Magus è il primo romanzo di una saga fantasy dove le vicende del giovane protagonista si sviluppano attorno a battaglie epiche tra colpi di spada e di magia. Amori segreti, passionali e deludenti. Alleanze e inimicizie. Intrighi e colpi di genio.


Recensione:
Ringrazio l’autore per avermi permesso di recensire il libro, per conto della casa editrice Trame dei sogni, e mi scuso per averci messo un po’ a farlo. Ma passiamo a parlare del libro.

Ci troviamo a Hysteron e, fin dall’inizio, si percepisce l’antichità delle vicende. Siamo nella Seconda Epoca, un’epoca di pace, che sarà attraversata da nuovi avvenimenti. Nulla dura in eterno, soprattutto la pace. Qui faremo la conoscenza di Kaleb,  un ragazzo che ha perso il padre, cresciuto dalla madre e che, scoprirà di avere un talento perché lui è un magus.  Questi ultimi possono essere equiparati,  alla lontana ai maghi. Ogni magus ha una propria capacità diversa dagli altri: c’è chi controlla il tempo, c’è chi controlla la mente e via dicendo. 

Quando racconto le mie fantasticherie, che includono sempre futuri alquanto improbabili, riesco spesso a toglierle il cruccio dal volto e a strapparle un sorriso. Come ogni adulto, però, anche lei ha smesso di fantasticare, come se fosse una cosa proibita. Un giorno mi dirà che sono abbastanza grande. Che devo smettere di sperare, di sognare, di desiderare.

Kaleb è un ragazzo come tutti noi, soprattutto noi lettori, che viene mal visto dagli altri per l’amore dei libri. Infatti grazie ad un libro scoprirà un mondo a lui sconosciuto.

Nel ripiano accanto ho radunato alcuni volumi a esso collegati. Uno spiega le usanze degli hominarius, come l’Adunanza e il Sanctum. Un altro le miriadi di creature minori, e l’ultimo i mondi paralleli al nostro.
Tra tutte le fantasticherie narrare, una mi ha incuriosito più delle altre; pare che sovrapposto al nostro ci sia un altro mondo, praticamente identico nella forma e nelle dimensioni. Le persone vivono in metropoli da milioni di abitanti, e al posto delle spade imbracciano armi complesse in grado di uccidere a distanza, si muovono con macchinari rumorosi in terra, in mare e perfino in aria. Vedere quel mondo è come buttare un occhio su come apparirà il nostro tra un migliaio di anni, eppure l’assenza di creature come hominarius e magus li rende un popolo dalle scarse capacità individuali. Sarebbe bello vivere in un luogo senza le nostre razze dominanti, se esistesse.


Creature antiche faranno la loro comparsa. Kaleb dovrà crescere e allenarsi negli incantesimi, ma scoprirà anche l’amore.  

La forma del lupo viene impiegata per muoverci velocemente e fiutare le piste, e altre due forme superiori, difficili da assumere perché richiedono allineamenti di vari pianeti o eclissi totale. Una è quella gigante: aumentiamo di volume fino a quattro metri di altezza, la forza segue la dimensione. L’ultima è la ragione, per cui molti gli uomini ci stanno alla larga: è un evento che si verifica un giorno ogni cento anni, la stazza si riduce, ma si acquisiscono capacità uniche, oltre a forza e rapidità ineguagliabili.

Una nuova creatura minaccerà l’intero regno e Kaleb dovrà lottare per contrastarla.  Ci riuscirà?  Gli basteranno gli incantesimi di sua conoscenza a fermare il Batyr? 

il Batyr non è un uomo né una bestia. Nessuno saprebbe classificare con esattezza un essere alto due metri, senza gambe, interamente avvolto da fiamme verdi che emanano esalazioni tossiche. Il volto oscurato dalla tenebra e una mazza chiodata, che pare una lingua di fuoco.

Lo stile dell’autore mi è piaciuto molto. Era da tempo che non leggevo una storia fantasy, di maghi, che fosse innovativa con creature e incantesimi nuovi. Di certo voglio leggere i/il seguito/i.

Giudizio 5 su 5

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